Nuovo G8 e nuova moneta internazionale

Nuovo G8 e nuova moneta internazionale

Per una illuminata parte dell’umanità vale il celebre motto del filosofo Giambattista Vico “corsi e ricorsi storici”, ma qualcuno sta provando a cambiare le vere regole del monopolio. Così potrebbe spezzarsi questa tirannia da loop temporale, bolgia esistenziale in cui tutti siamo supinamente imprigionati.

L’artefatto darwinismo sociale, che relega l’umanità ad una condizione ineluttabile di servilismo, sta per sciogliersi come ghiaccio nell’estate del 2022. Un’era glaciale sta finendo.

La notizia epocale di metà giugno è che la Russia ha nei suoi piani la volontà di convocare un nuovo G8, con membri alternativi: trema chi in occidente sogna, ad occhi aperti, un mondo unilaterale senza farne mistero.
I Paesi designati per il nuovo G8 sono: Cina, India, Brasile, Iran, Turchia, Indonesia, Messico e Russia. Questo atomo di storia è stato postato questa settimana su Telegram dal presidente della Duma,  parlamento russo,  Vyacheslav Volodin. Si parla di un gruppo che in termini di Prodotto Interno Lordo è maggiore del 24% del PIL del precedente G8. La popolazione dei Paesi sopra citati ammonta a 4 miliardi di umani, circa il 50% della popolazione terrestre. Il nascente G8 è un nuovo attore internazionale, con cui adeguare la visione di uno scacchiere geopolitico da ridefinire.
Notizia ancora più storica è la volontà di introdurre una nuova moneta internazionale, libera dal controllo dalla banda del Fondo Monetario Internazionale, per i Paesi del nuovo gruppo denominato Unione Economica Euro-Asiatica. Moneta tempestivamente battezzata “sinorussa”, la cui unica certezza è di essere basata su un paniere condiviso di asset reali e valute nazionali dei membri del nuovo G8. Se questa valuta nascerà, alla canna del preziosissimo gas andranno: il dollaro, l’euro, il nord-occidente e l’èlite che lo governa.
Chiunque disegna una mappa geografica, naturalmente pone al centro del foglio la sua Nazione ed i Paesi limitrofi, tagliando il lato opposto del globo; ma bisogna prestare attenzione poiché, la forma del nostro pianeta non cambia, da qualsiasi posizione la osserviamo.
Così la storia di alleanze, per la rivalsa monetaria dell’ultimo secolo, sta per ripetersi contro i medesimi poteri nuovo-mondialisti, ma questa volta si potrebbe avere un esito opposto.
Vale la pena ricordare il discorso di Thomas Sankara all’ONU il 4 ottobre 1984, la cui inarrivabile caratura umana lo ha portato a denunciare e a combattere per la rivalsa del popolo oppresso in Burkina Faso, rivalsa che avrebbe dovuto ispirare la liberazione dell’Africa intera. Quelle parole ruggite, semplici e taglienti, purtroppo caddero nel vuoto e la rivoluzione che sarebbe dovuta nascere abortì venti anni dopo in una scolorita primavera araba, quest’ultima ispirata da principi e poteri neo-coloniali, oppressivi e nuovo-mondialisti. Il suo irriverente discorso alla UOA -Organizzazione Unione Africani- che armò la mano di chi ne ordinò l’assassinio, ispirò due idee:  istituire il Fondo Monetario Africano e creare la moneta denominata “Afro” (con cui transare diamanti, oro e petrolio) a cui ambiva anche Gheddafi, che per proprio questo è stato eliminato, diventando un altro martire per l’indipendenza dal monopolio ururocratico by USA.
Ecco che la storia  si ripete, c’è un pattern, una strana maledizione: chi  desidera il divorzio tra dollaro e petrolio o la propria indipendenza monetaria, fallisce miseramente; muore subendo l’onta di una bugiarda memoria.
É sempre la stessa storia che si prostra ad una censura e propaganda con modalità ormai chiare a tutti, raccontata con la medesima miopia egocentrica di chi disegna il suo Paese come ipocentro dell’universo. Quando la storia diverrà adulta, smetterà di prostituirsi e si occuperà della verità, allora avrà la stessa forma e versione da dovunque la si narri.
L’umanità scriverà la sua pagina più importante e tanti uomini si riapproprieranno di tutti gli onori negati, che meriteranno per sempre.
Thomas Sankara, dopo il suo assassinio, lasciò ai posteri una bici, un’auto sgangherata e sul suo conto corrente 100 maledetti dollari. Di quale altro leader occidentale di carta pesta si può dire lo stesso?
Onore a lui e a chi a lui si è ispirato. Il tempo è il nonno della verità.

Ing. Vincenzo Santoro

Thomas Sankara discorso UOA

https://www.youtube.com/watch?v=bZVd-l3JCuo

Thomas Sankara discorso ONU

https://www.youtube.com/watch?v=LDy26VVv8Ps

 

 

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