Identità formale o sostanziale…macché…digitale

Identità formale o sostanziale…macché…digitale

Udite…udite, dal 1° giugno mai più carte bollate, fotocopie, inutile burocrazia. Finalmente potremo accedere ai servizi pubblici e privati senza recarci ai loro uffici, senza restare in coda per ore e senza produrre documenti e carte e richieste… e vaiii.

Fra pochi giorni faremo la conoscenza con il “risolutore”: l’european digital identity wallet (EUDIW).…alias il portafoglio europeo d’identità digitale che andrà ad integrare l’app.”IO”, che invero non ha avuto molto successo.

Finalmente, diciamo la verità, tutti aspettavamo questa svolta digitale, e poi è un portafoglio…hai visto mai che si possa riempire d’argent.

Però una ingiustizia esiste: capofila per la prima prova è la città di Trento, con buona pace delle altre 79 province italiane e delle 14 città metropolitane.

Mi chiedo…ma i Trentini sanno di questo palese privilegio che gli è stato attribuito dal mainstream politico della UE? Non credo, conoscendoli non avrebbero consentito questo loro vantaggio su tutti gli altri italiani.

Già, perché poi, passato il periodo sperimentale, anche tutti gli altri 59 milioni di italiani ne beneficeranno.

Ma ci pensate…potremo confermare la nostra identità senza dover produrre, per esempio, il certificato di esistenza in vita, sì lo so, era una presa per i  fondelli, uno sfottò, ma ora è passata, è finita, nessuno ci prenderà più per il fondoschiena…nevvero?

Non crediate che sia stato un risultato semplice. Pensate che la Commissione europea ha selezionato il progetto del consorzio POTENTIAL (PilOTs for European digiTal Identity wALlet), ente composto dai rappresentanti dei rispettivi ministeri di 19 Paesi della UE più l’Ucraina, (poteva restare fuori?).

 La prova italiana generale ha visto coinvolti la provincia autonoma di Trento, il dipartimento per la Trasformazione Digitale, la fondazione Bruno Kessler (ente di ricerca scientifica e tecnologia di Trento), l’Istituto poligrafico e la zecca dello Stato e, come provider, PagoPA s.p.a., nota società pubblica che si occupa dei pagamenti digitali.

Con queste premesse i settori della vita delle persone che si intende modificare sono quello bancario con la gestione digitale del proprio conto corrente, quello sanitario con le prescrizioni mediche digitali e la condivisione del proprio fascicolo sanitario, quello della mobilità con la patente di guida digitale, quello dei servizi governativi on line con l’apertura di un account per l’accesso e la registrazione SIM (Subscriber Identity Module scheda identificatrice dell’abbonato) ed infine con la firma elettronica qualificata remota.

Questo portafoglio digitale sarà disponibile, su base volontaria, scaricando ed  utilizzando una app sul proprio smartphone. Negli anni successivi saranno implementati la propaganda, i servizi e le piattaforme digitali fino al marzo del 2025 quando i finanziamenti preposti saranno gradualmente terminati.

E questo è il fatto…ora statemi a sentire.

Immaginiamo che chi governa e gestisce queste piattaforme digitali, vuole imporre delle regole, che ai più sembrerebbero assurde o ingiuste ed alquanto anticostituzionali, e già lo sappiamo perché ci siamo già passati, per esempio  un’altra inoculazione sperimentale obbligatoria, oppure i così detti “crediti carbonio”, o non si riesce a pagare la rata del mutuo, o si è beccata una multa…è facile immaginare che scatterebbe il blocco del portafoglio digitale in questione, impedendo l’accesso al proprio conto in banca, attivando il blocco alle prescrizioni mediche per curarsi, all’accesso ai servizi governativi per i quali noi tutti paghiamo le tasse, alla sospensione della patente di guida  ed alla firma digitale degli atti d’interesse.

Alzi la mano chi crede che ciò sia impossibile!

E’ quello che accadrà, perciò, sveglia, e non aderiamo a questo progetto di controllo sociale. Non scarichiamo alcuna app e continuiamo ad informarci ed a ragionare. Mi fido solo di voi.

Carlo Ceresoli

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