Alluvioni e Terremoti… anche politici

Alluvioni e Terremoti… anche politici

Ho voluto aspettare per scrivere sulla tragedia annunciata che ha colpito l’Emilia Romagna in questo mese di maggio, mese che per questa Regione è davvero tristemente protagonista.
Sono infatti di maggio anche il terremoto del 2012 e le trombe d’aria del 2013 e 2014.
Una volta, tanto tempo fa, avremmo potuto parlare di sfortuna, oggi ci viene più naturale pensare a come queste tragedie, altro non siano che un mirato programma politico e militare di manipolazione climatica.
Ormai i tanti programmi TV, i documenti istituzionali e della comunità internazionale, ci dicono che anche in questa circostanza, i complottisti avevano ragione.
Partiamo però da un altro presupposto.
Nulla di questo è vero e tutto è dovuto ai cambiamenti climatici provocati dall’enorme antropizzazione del Pianeta.
Va da sé che preso atto di questa presunta verità, una classe politica oculata, dovrebbe spendere i soldi che le vengono dati, (per l’Emilia Romagna 55,2mln di €) e addirittura stanziarne altri, da utilizzare nella prevenzione di questa emergenza. Come?
Tenendo puliti gli alvei dei fiumi dai milioni di metri cubi di piante che li occupano e che in caso di piena, facendo volume, accelerano l’esondazione dei corsi d’acqua.
Lavorando nei periodi di secca sui letti dei fiumi per abbassarli scavando.
Creando casse di espansione capaci di raccogliere l’acqua da utilizzare poi nei momenti di siccità.
Creando questa rete si potrebbe anche pensare ad un ampio progetto di navigabilità del bacino del Po che sarebbe realizzabile con il contributo anche di Veneto e Lombardia e che verrebbe realizzato utilizzando 45 giorni della fiscalità di queste tre regioni, (a questo proposito esiste un nostro progetto del 1997).
Bisognerebbe pero parlare e soprattutto realizzare tutte queste opere, non il giorno dopo l’emergenza o peggio ancora nel giorno del disastro, bensì molti anni prima.
Sono passati 10 dall’ultima alluvione e nulla è stato fatto.
Credo che questa classe politica, tutta questa classe politica, dovrebbe avere il buon senso di andarsene a casa, anche in ragione del fatto che ormai le tornate elettorali nelle quali questi personaggi si candidano sono ormai quasi deserte e l’affluenza alle urne sta toccando quei minimi percentuali che ci consentiranno a giusto titolo di dichiarare costoro delegittimati dal popolo a rappresentarli.
Cosa succederà dopo? Vedremo. Ci stiamo lavorando.
Ciò che è certo, è che ripudiamo la violenza e le eversioni ed amiamo la democrazia che parte dal basso quella che attraverso la società civile, con il senso del buon padre di famiglia, gestisce la cosa pubblica per gli interessi di tutti.

Fulvio Testi

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