Napoli ancora Campione: 3 3 3…

Napoli ancora Campione: 3 3 3…

C’era una volta, tanto tempo fa, una città davvero straordinaria! Dai più svegli, già secoli fa, era considerata il cuore pulsante del suo continente; invidiata da molti, odiata e osteggiata da i più potenti. Era regno a sé. Era epicentro della millenaria Terra Felix. Era incastonata tra potentissimi crateri e vulcani esplosivi. Accarezzata da due isole tra le più belle del mondo. Era la terra di Giordano Bruno e di Totò. Lì nacque anche il primo osservatorio vulcanico, la prima università pubblica, i primi cantieri navali, la prima nave da crociera, la prima strada pubblica illuminata, la prima ferrovia, i primi ospedali pubblici, primo istituto per sordomuti, la prima mensa per i poveri, la prima cattedra di economia e (purtroppo per il suo destino) il primo deposito bancario in oro d’Europa. Molti di questi traguardi storici furono raggiunti per primi nel mondo, proprio in questa città; l’elenco completo spaventoso segue a fine articolo. Neapolis, Napoli era considerata la vera New York del vecchio continente (da costruire ed imporre ai popoli). Il suo tesoro più prezioso (non è quello sconfinato di San Gennaro) ma ciò che questo Santo o chissà Chi dovrebbe proteggere: è il suo popolo, è la Napoletanità. Crogiuolo straordinario di arte, scienza, filosofia, costume e storia, perché crocevia e baricentro di tre continenti, raggiunse il suo massimo splendore sotto i Borboni. Fu proprio questa sua indiscussa lucentezza ad abbagliare gli occhi di alcuni lungimiranti nobili inglesi che dalle loro nebbiose logge massoniche settecentesche già avevano ben chiaro quel piano di globalizzazione, impossibile da realizzare con un Regno di Napoli così forte e incontrastabile se non con tranelli e inganni. Sono storiche le lettere tra Mazzini e Albert Pike, dalle quali emerge chiaro il disegno della corona inglese e dei potenti illuminati di Baviera di osteggiare, costi quel che costi, il futuro prospero di quella Neapolis, troppo grandiosa e forte al punto da minacciare il loro disegno globale. Così a Garibaldi e ai suoi sgherri furono dati direttamente dai Rothschild i soldi necessari per corrompere i caporali borbonici, i quali si arresero al fascino della corruzione e svendettero con greve tradimento questa Terra, il suo Popolo e il suo destino straordinario; che non fu mai più come prometteva chiaramente essere. Appena  raffazzonata l’unità della penisola (che per tali forzature innaturali non sarà mai vero Stato), le tasse dell’ex Regno di Napoli furono portate da 3 a 18; in gran parte per i poveri. Poveri e contadini di tutto il Sud, da quell’unità corrotta e imposta, spremuti fino all’ultima goccia di sangue, tanto d’esser costretti al penoso out-out: briganti o emigranti. Così nacque la diaspora dei napoletani, che dopo 2 secoli è divenuta la diaspora di tutti gli italiani migliori e non. La montagna d’oro del Banco di Napoli fu rubata, spostata a nord e col suo peso vivo fu fondato, -dal nulla, senza sudore-, il banco di Torino. Sono passati più di duecento anni, ma il vantaggio per chi mangiava “polenta e osei” tra paludi e malaria fu enorme, così importante che tuttora si può notare un divario tra industrializzazione del nord e profonde cicatrici economiche nel sud. Ci vuole coraggio a raccontare questa storia. È vero, è passato molto tempo, ma vantaggi e svantaggi di una simile rapina ebbero un impatto indiscusso e da riconsiderare, insormontabile soprattutto calcolando le altre offese di Roma ladrona e Bruxelles usurocratica. Le violenze sui napoletani borbonici, furono da pulizia etnica (con pretesti e mostruosità da fisiognomica). Purtroppo dopo questo stupro a quel popolo è stata cucita in faccia una maschera pulcinellesca, bugiarda e falsa; tanto da essere diventato antonomasia di imbroglio, malaffare, propensione a nulla voler fare. Dopo tutto quanto aveva già fatto tra record e primati… Il destino toglie tantissimo, ma a volte dà ancora di più. A Napoli ha giocato il più forte: Diego Armando Maradona, l’Einstein del calcio. Ciò che ha inoculato Diego nei cuori di tutti portandolo tra i grandi della storia non fu solo quel celeberrimo gol con “La Mano de Dios” (segnato contro il solito potere anglosassone in un secolare derby tra popolo ed èlite), ma le sue denunce degli scandali FIFA, poi le sue posizioni anti neocoloniali in Sud America. Celebre la sua amicizia con Fidel Castro. Napoli ti prende a schiaffi come nessuna, ti uccide come nessuna, ti graffia e cambia l’animo come nessun’altra città. Ti scippa il cuore, gli dà un calcio, ci segna il gol che scrive, riscrive e resta nella storia. Prende un bambino, un ninõ dalle “favellas” argentine e lo trasforma in un semidio, perché tra i suoi mille difetti la povera-ricca Napoli, sa stupire; sa inventare anche pietà, col poetico caffè sospeso: “O’ Sazij’ nu’ crer’ o’riun’ ”. È napoletano, è lingua a se, io sono di Salerno, non traduco. Non dobbiamo essere campanilisti, ogni popolo è grande per la sua Storia, ogni terra è magnifica per la sua posizione, dimenticare che siamo in fondo un solo popolo, su un solo pianeta è troppo pericoloso; non identificarsi con ciò che si è, è però mortale. Negare la verità è dissacrare la realtà, è continuare a sopravvivere in un incubo, è illusione infernale. Il potere, quello stesso potere che cancellò il Regno di Napoli stuprandone memoria, ha per secoli usato il dividi et impera e il panem et circenses come armi di dominio sui popoli. Durante la pandemia si è fermato tutto, tutto tranne il calcio; era troppo pericoloso non distrarci più. Togliete il calcio o lo sport ad un popolo ed inizierà a pensare, a riflettere ad informarsi e appena capirà, andrà in rivolta. Troppo facile. No! A Napoli c’è molto di più. Napoli intera è Stadio in cui ha giocato il dio del calcio, contro il demone di quel potere che lì (come in America) mosse i suoi primi passi, di quella che sarebbe stata la globalizzazione. Questo popolo (come tutti) è stanco di subire violenza calcistica, storica e di memoria. È stanco di essere oggetto di furto di scudetti, sia del suo represso florido destino.

Dopo 33 anni, Napoli rivince lo scudetto proprio nella stessa settimana in cui qualcuno, erede ed emblema di quello stesso potere corrotto secolare è diventato Re. Trentatrè sono i gradi della massoneria e degli illuminati, a volte qualcosa gioca con le coincidenze, ci avvisa del cambiamento. Napoli era campione di città-modello, ora è campione di calcio e di quella rivalsa che attende da secoli. Rivalsa che, non solo da auspici e numerologia, presto arriverà anche contro quel demoniaco potere.
Abbasso – – – -, abbasso chi imbroglia, abbasso chi domina, abbasso chi corrompe, abbasso la menzogna, viva la verità. C’è un re cattivo, c’è un popolo oppresso, c’era una volta un Re buono, c’era una volta il grande popolo umano; corsi e ricorsi storici, aveva ragione il napoletano Giambattista Vico: la storia sta per ripetersi. Non è solo il terzo scudetto, è forse il segno dell’inizio di una nuova era per l’umanità intera.

 

TUTTI I PRIMATI DI NAPOLI

1737. Primo Teatro al mondo (S.Carlo di Napoli)
1754. Prima Cattedra di Economia al mondo
1781. Primo Codice Marittimo del mondo
1783. Primo Cimitero in Europa per tutte le classi sociali (Palermo)
1792. Primo Atlante Marittimo nel mondo (Atlante Due Sicilie)
1801. Primo Museo Mineralogico del mondo
1807. Primo Orto Botanico in Italia a Napoli
1818. Prima nave a vapore nel mediterraneo “Ferdinando I”
1819. Primo Osservatorio Astronomico in Italia a Capodimonte
1832. Primo Ponte sospeso, in ferro, in Europa sul fiume Garigliano
1833. Prima Nave da crociera in Europa “Francesco I”
1835. Primo istituto Italiano per sordomuti
1836. Prima Compagnia di Navigazione a vapore nel mediterraneo
1839. Prima Ferrovia Italiana, tratto Napoli-Portici
1840. Prima fabbrica metalmeccanica d’Italia per numero di operai
1841. Primo Centro Sismologico in Italia (Ercolano)
1841. Primo sistema a fari lenticolari a luce costante in Italia
1843. Prima Nave da guerra a vapore d’ Italia “Ercole”
1845. Primo Osservatorio meteorologico d’Italia
1845. Prima Locomotiva a vapore costruita in Italia a Pietrarsa
1852. Primo Bacino di Carenaggio in muratura in Italia (Napoli)
1852. Primo Telegrafo Elettrico in Italia
1856. Expò di Parigi, terzo paese al mondo per sviluppo industriale
1856. Primo Premio Internazionale per la produzione di Pasta
1856. Primo Premio Internazionale per la lavorazione di coralli
1860. Prima Flotta Mercantile e Militare d’Italia
1860. Prima Nave ad elica in Italia “Monarca”
1860. Prima città d’Italia per numero di Teatri (Napoli)
1860. Prima città d’Italia per numero di Tipografie (Napoli)
1860. Prima città d’Italia per di Pubblicazioni di Giornali (Napoli)
1860. Primo Corpo dei Pompieri d’Italia
1860. Prima città d’Italia per numero di Conservatori Musicali
1860. Primo Stato Italiano per ricchezza di Lire-oro (443 milioni)
1860. La più alta quotazione di rendita dei Titoli di Stato
1860. La più bassa percentuale di mortalità infantile d’Italia
1860. La più alta percentuale di medici per abitanti in Italia
1860. Il minore carico Tributario Erariale in Europa

INDUSTRIA:

Nell’Esposizione Internazionale di Parigi del 1856 fu assegnato il Premio per il terzo Paese al mondo come sviluppo industriale (primo in Italia);

Prima illuminazione a gas di città;
Primo telegrafo elettrico, in funzione dal 1852;
Prima rete di fari con sistema lenticolare;
La più grande industria metalmeccanica in Italia, quella di Pietrarsa;
Primo Piroscafo nel Mediterraneo per l’America (il “Sicilia”, 26 giorni impiegati);
Primo telegrafo sottomarino dell’Europa continentale;
Primo esperimento di Illuminazione Elettrica in Italia a Capodimonte;
Primo Sismografo Elettromagnetico nel mondo costruito da Luigi Palmieri;
Prima Locomotiva a Vapore costruita in Italia a Pietrarsa.

ECONOMIA:

Bonifica della Terra di Lavoro;
Minor tasso di sconto (5%);
Primi assegni bancari della storia economica (polizzini sulle Fedi di Credito);
Prima Cattedra universitaria di Economia (Napoli, Antonio Genovesi, 1754);
Prima Borsa Merci e seconda Borsa Valori dell’Europa continentale;
Maggior numero di società per azioni in Italia;
Miglior finanza pubblica in Italia; ecco lo schema al 1860 (in milioni di lire-oro):

– Regno di Napoli: 443, 2

– Lombardia: 8,1

– Veneto: 12,7

– Ducato di Modena: 0,4

– Parma e Piacenza: 1,2

– Stato Pontificio: 90,6

– Regno di Sardegna: 27

– Granducato di Toscana: 84,2

Prima flotta mercantile in Italia (terza nel mondo);
Prima compagnia di navigazione del Mediterraneo;
Prima flotta italiana giunta in America e nel Pacifico;
Prima istituzione del sistema pensionistico in Italia (ritenute del 2% sugli stipendi);
Minor numero di tasse fra tutti gli Stati italiani;
La più grande Industria Navale d’Italia impiegati (C. di Stabia, 2000 operai);
La più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato (12% alla Borsa di Parigi).

GIURISPRUDENZA – ORGANIZZAZIONE MILITARE:

Proulgazione del primo Codice Marittimo italiano;
Primo codice militare;
Istituzione della motivazione delle sentenze (Gaetano Filangieri, 1774);
Istituzione dei Collegi Militari (Nunziatella);
Corpo dei Pompieri;
Prima Scuola Positiva Penale per il recupero dei malviventi.

SOCIETÀ, SCIENZA E CULTURA:

Prima assegnazione di “Case Popolari” in Italia (San Leucio presso Caserta)
Primo Cimitero italiano per poveri (il “Cimitero delle 366 fosse” Poggioreale);
Primo Piano Regolatore in Italia, per la Città di Napoli;
Prima Cattedra di Psichiatria e Cattedra di Ostetricia e osservazioni chirurgiche.

Gabinetto di Fisica del Re:

Osservatorio sismologico-metereologico presso il Vesuvio (primo al mondo);
Prime agenzie turistiche italiane;
Scavi archeologici di Pompei ed Ercolano;
Officina dei Papiri di Ercolano;
Prima cattedra di Astronomia;
Accademia di Architettura, una delle prime e più prestigiose in Europa;
Primo intervento in Italia di Profilassi Anti-tubercolare;
Prima istituzione di assistenza sanitaria gratuita (San Leucio);
Primo Periodico Psichiatrico italiano pubblicato ad Aversa da B. Miraglio;
Primati per numero di Orfanatrofi, Ospizi, Collegi, Conservatori e strutture di Assistenza.

Fonte di tutti i primati qui

Il primato più importante di tutti è quel furto storico che, due secoli fa, ha cancellato tutto ciò.
Tutta colpa dei napoletani o del Re cattivo?
La verità è lenta ma arriva sempre.
Lunga vita ai popoli, corta a chi li schiavizza!

Ing Meccanico Vincenzo Santoro Lungimirante

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