Il conflitto…nuova vecchia strategia del potere

Il conflitto…nuova vecchia strategia del potere

Ero sul divano con i piedi sul tavolino, stavo riflettendo su quello che sta accadendo in Palestina, è l’argomento al centro di ogni confronto mediatico a causa delle brutture e delle vicende orribili che si sentono e si vedono ovunque in tv e sul web.

Stavolta non ero collegato ad alcun canale, tv spenta e cellulare silenziato…avevo bisogno di pensare…per capire e  preparare un pezzo con il solito ossessivo scopo di stimolare un pensiero critico,  quando ad un certo punto si apre la strada ad un ragionamento.

Falcone e Borsellino dicevano che per trovare la mafia bisogna seguire i soldi, bisogna andare all’origine dell’interesse, “ab ovo”.

Quindi le azioni umane hanno uno scopo preciso, un interesse esclusivo di chi agisce e o organizza.

Mi sono tornate in mente alcuni miei studi sulla inseminazione delle nuvole, a scopo militare ma anche per sopprimere la produzione agricola di un determinato territorio per manipolare il mercato economico e finanziario.

Finanche le conferme sulla irrorazione di vari metalli pesanti nocivi per gli esseri viventi e l’ambiente.

Mi sono chiesto: ”…ma questi che decidono di introdurre in atmosfera tossine che tutti, loro compresi, i loro figli e nipoti potrebbero respirare, che interesse hanno, quali benefici ne ricavano?…”

Qual ‘è lo scopo di questa guerra antica in terra di Palestina, a chi conviene?

Eppure ci sono stati politici che si sono adoperati per la pace e per la fine del conflitto come Yasser Arafat noto anche con lo pseudonimo di Abu Ammar, a cui è stato conferito nel 1994 il premio Nobel per la pace insieme ai leader israeliani Shimon Peres e Yitzhak Rabin.

Ma nulla è ancora cambiato, anzi, Arafat è morto nel 2004 a causa di un avvelenamento del sangue, Peres ha continuato ad alimentare il conflitto, il suo nome è legato alla “strage di Cana” del 1996, lui è morto nel 2016 per un’ischemia cerebrale. Rabin invece ha firmato il trattato di pace con la Giordania nel 1994 e gli Accordi di Oslo nel 1993. E’ stato ucciso nel 1995 mentre saliva in auto dopo un comizio a Tel Aviv in un evento dal titolo “Sì alla pace, no alla violenza”. Gli ha sparato un tale Yigar Amil studente israeliano in giurisprudenza fanatico religioso di estrema destra.

A pensarci bene mi sembra che chi si adoperi per la pace e la convivenza dei popoli, redimendo il conflitto, subisca sempre lo stesso destino di morte per mano di altri, da Gandhi a Martin Luther King Jr.., da   Abraham Lincoln a  John Fitzgerald Kennedy, da Enrico Mattei ad Aldo Moro.

E’ come se ci fosse qualcuno in questo mondo che abbia interesse alla guerra tra i popoli, al conflitto continuo e perenne, qualcuno  a cui conviene. Ma allora chi sono e cosa ci guadagnano?

E’ pur vero che in tutti i libri di storia, criticabili o meno, è raccontato che chi governava ha sempre tenuto il popolo ‘impegnato’ in conflitti, in guerre di conquista di nuovi territori o guerre ammantate di religione  in terra santa, oppure organizzando spettacoli cruenti e violenti con sbranamenti e uccisioni, per distrarli dalle tasse e dallo sfruttamento.

Anche con l’ausilio del rinforzo di uno spirito religioso offrendo come sacro ed inestinguibile un racconto di cui fidarsi, pregare e basta, per distrarli dalle tasse e dallo sfruttamento.

Ai tempi nostri va di moda l’emergenza, che è un’altra strategia per alimentare i conflitti. E’ come se “questi” avessero bisogno di dare in pasto ai popoli  “un buono” contro  “un cattivo”, “un giusto” contro “un ingiusto”, “un credente” contro “un miscredente”, insomma il mondo è composto sempre da chi ha ragione e da chi ha torto. Ma chi decide quali sono  i parametri, i limiti, le condizioni che definiscono chi è buono, giusto, credente e chi è cattivo, ingiusto o miscredente? Sono sempre “loro” ma questo è di secondaria importanza. Il punto centrale è: alimentare il conflitto, costruire la contrapposizione.

Per distrarre il popolo dalle tasse e dallo sfruttamento.

Non è cambiato nulla da millenni.

Adesso chi sono “LORO”, è evidente: chi impone le tasse e sfrutta i popoli. Sono quelli che ci governano, solo che non li eleggiamo più noi.

Non sono i rappresentanti dei popoli, non viviamo in un ambito democratico,. Hanno emanato leggi che li tutelano e li allontanano sempre di più dagli interessi dei popoli, come ad alimentare un conflitto che va trascinato all’inverosimile, oggi maggioranza e opposizione, domani con le posizioni scambiate e gattopardescamente nulla cambia.

Stanno dando gli ultimi decisivi colpi d’ascia alle Costituzioni, ultimo illusorio limite al giusto e all’ingiusto, poi sarà il far west, dove chi ha la stella del più veloce a sparare vince. Non a caso questa è la metafora più azzeccata poiché “LORO”, chi ha costruito la storia degli ultimi secoli, che ci riguarda ancora da vicino, sono le più potenti famiglie americane ed inglesi, quelle che posseggono le industrie delle armi, dei soldi, dei farmaci al petrolio,  sono i Rockfeller, i Rothschild, i Morgan, i Walton, i Kock, ma anche queste si alternano e si mischiano ad altre.

Controllano tutto, costruiscono tutto, anche i conflitti nel mondo, è la loro garanzia di dominarci…per distrarci, tassarci e sfruttarci.

Fino a quando i popoli consapevoli non si uniscono e alzano la testa. E’ solo questione di tempo.

Carlo Ceresoli

1 Comment

  • Serena
    4 Novembre 2023

    Bella riflessione, Carlo👍🏼

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