17simo Festival Nazionale “Teatro XS Città di Salerno 2026” – ‘Fuori dalla stanza’

17simo Festival Nazionale “Teatro XS Città di Salerno 2026” – ‘Fuori dalla stanza’

Domenica 8 febbraio al Teatro Genovesi nell’ambito del 17° Festival Nazionale “Teatro XS Città di Salerno 2026” organizzato dalla Compagnia dell’Eclissi, è stata messa in scena la quarta commedia in concorso dal titolo “Fuori dalla stanza”.

L’atto unico di ottanta minuti è stato scritto e diretto da Marco Balma del gruppo teatrale ligure Compagnia degli Evasi.

Ha raccontato il dramma di un giovane che in seguito alla separazione dei genitori si è chiuso nella sua stanza rifiutandosi di uscirne.

Il tema sociale affrontato è di sconcertante attualità. Fin dai primi minuti Francesco, interpretato da Davide Grossi, sembrava ricordare il fenomeno sociale degli ‘hikikomori’, giovani per lo più adolescenziali che fuggono dal mondo percepito come ostile e minaccioso e si isolano nella loro camera sopravvivendo solo grazie al computer con cui soddisfano ogni necessità. Ma nella vita patologica del giovane invece del computer c’è la mamma Clara con cui vive, interpretata da Sabrina Battaglini, e la sua passione per il disegno, che Francesco usa per ‘fermare il tempo’ ed appropriarsi dell’immagine disegnata così per costruire il suo mondo surrogato.

Nella depressa quotidianità di Francesco compare Stella, una terapista interpretata da Monica Moro. Francesco è seduto sulla sedia fissando la finestra chiusa quando nella stanza entra Stella che comincia il suo lavoro rivolgendosi a lui con l’intento di capire i suoi sentimenti ed il suo stato d’animo. Giorno dopo giorno Francesco inizia a relazionarsi con Stella, a tratti è dolce con lei ma anche aggressivo quando si parla di suo padre, il professor Alessi ricco medico che ha assunto Stella, ma che lo ha abbandonato a causa della separazione dalla moglie Clara.

È subito chiaro allo spettatore che Francesco soffre per l’assenza del padre da cui avrebbe dovuto assumere il modello identitario di riferimento e rafforzare quindi la sua sicurezza interna, per questo ha paura di uscire dalla stanza-rifugio e ritrovarsi tra la gente in strada che percepisce come nemici e contro cui crede di dover lottare per sopravvivere in un mondo competitivo, falso e privo di sentimenti veri. Ma si tratta di una fuga dalla vita e Stella con pazienza e sensibilità gli infonde il coraggio necessario per uscire e vivere la sua vita. Francesco è un giovane intelligente e sensibile, per cui riesce a motivare il suo sconforto in maniera credibile tanto da suscitare in Stella il suo coinvolgimento emotivo, infine si baciano. Le relazioni umane, di qualunque natura siano, sono la vita e coinvolgono le persone con il proprio vissuto, le proprie aspettative ed i sentimenti che prevalgono a dispetto di ogni difficoltà. Stella si innamora di Francesco che intanto è andato in vacanza in Spagna e Portogallo.

 La commedia finisce così, senza dare un finale del tipo ”…e vissero tutti felici e contenti…” , quello che è importante è che la vita, sia pure difficile e traumatica, ha una forza intrinseca che ci offre comunque e sempre l’opportunità di vivere la nostra, dipende da noi, che in fondo non abbiamo scelta, tanto vale costruire la felicità e non sprecare l’occasione, l’unica reale di cui dobbiamo essere consapevoli.

La commedia lunga un’ora e venti minuti senza intervallo è volata via piacevolmente e ci ha coinvolti emotivamente. Questo significa che gli attori sono stati bravi e convincenti, ed ancora una volta la Compagnia dell’Eclissi ha selezionato un’opera di grande impatto emotivo e valore sociale.

    Carlo Ceresoli

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