17° Festival Nazionale “Teatro XS Città di Salerno 2026 – “Due donne e un delitto”

17° Festival Nazionale “Teatro XS Città di Salerno 2026 – “Due donne e un delitto”

Domenica 8 febbraio al Teatro Genovesi, in occasione del 17° Festival Nazionale “Teatro XS Città di Salerno 2026” organizzato dalla Compagnia dell’Eclissi, è andata in scena la seconda opera in concorso: “Due donne e un delitto” testo di Valentina Capecci, regia di Roberto Belli, le due brillanti protagoniste sono state Eleonora D’Achille nel ruolo della ‘mangia uomini’ Viola Errani e Sara Colelli nel ruolo di Carla, squattrinata ma valente giornalista.

Riuscire a divertire suscitando una risata non è cosa da tutti gli attori e non è sempre facile. Magari dipende tanto dalla loro bravura e simpatia, o dal copione ed anche dalle aspettative del pubblico.

Domenica sera tutti ci siamo molto divertiti, abbiamo riso, non in maniera eclatante o sguaiata, ma con simpatia e coinvolgimento. Il testo della commedia è garbatamente comico, pur parlando di sesso e tradimenti.

I tempi comici delle battute sono stati perfetti e le due protagoniste sono state molto brave a sostenersi anche quando la battuta non era efficacissima.

Gli equivoci e le strategie per trovare un vantaggio per entrambe dalla morte dell’ex fidanzato di tutte e due hanno costituito la struttura comica della commedia.

L’aspetto che trovo interessante è il valore del contenuto che emerge dalla storia inventata, il suo significato psico-sociale. Viola è una donna bella ed appariscente che veste in modo molto succinto e provocante, infatti il suo obiettivo è quello di attrarre uomini ricchi anche se molto più grandi di lei, sposarli e, dichiaratamente, sperare di godere della eredità una volta vedova. Quella sera era a casa del suo amante e per questo motivo aveva bisogno di un alibi per non essere indagata dalla polizia, che l’avrebbe individuata come ideale colpevole dell’assassinio del suo ricco ed anziano marito. Quale migliore alleata se non un’amica colta ma licenziata dal giornale con cui lavorava e, al momento, senza soldi e costretta a vendere anche la televisione. Infine l’amica giornalista, prima irreprensibile, poi in cambio di una cospicua somma di denaro, evidentemente frutto dell’eredità, accetta di testimoniare il falso, che quella sera erano insieme. Ma una serie di equivoci rivelano che il marito di Viola ucciso era proprio l’ex fidanzato di Carla.

La storia è ricca di cliché conformisti, di pregiudizi che mettono in evidenza le difficoltà che le donne hanno ancora oggi nel garantirsi l’autonomia ed il successo quindi scelgono lucidamente di sposare uomini ricchi ma vecchi nella speranza della dipartita di questi ultimi e vivere da ereditiere con amanti di turno. Anche l’altra donna rappresentata, sia pur colta ed emancipata, cede alla proposta di mentire e coprire una potenziale assassina in cambio di tanto denaro che le consentirebbe di voltare l’attuale pagina della sua difficile vita.

In entrambi i casi non emerge una figura di donna meritevole di stima.

La mia osservazione finale si limita alla natura della commedia che ha come obiettivo quello di essere divertente e far scaturire una risata e, da questo punto di vista, le due protagoniste ci sono brillantemente riuscite.

 Carlo Ceresoli

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